Cucire insieme rivela bellezze nascoste

attivismo, collaborazioni

Oggi, 8 marzo 2021, sono veramente felice di poter celebrare la Giornata Internazionale della Donna, in compagnia di una splendida comunità che si esprime attraverso il patchwork.

La maratona di cucito, promossa da Patchworkvictim, dedicata alle donne, ha raggiunto puntuale la sua prima mèta: la realizzazione di uno splendido quilt a due piazze, intessuto di una bellezza speciale grazie al contributo di moltissime persone!

Ho potuto scoprire tante cose, da chi ha partecipato. Il buon senso di Francesca, che riportava a terra i miei voli pindarici, quando si doveva passare alla tappa successiva. La professionalità di Tiziana , che ha trasformato da un giorno all’altro del materiale grezzo in un elegantissimo lavoro finito. E le idee di molte altre donne e uomini che si sono uniti all’avventura!

Sono onorata di aver avuto tra le mani quasi duecento blocchi di stoffa, destinati ad una grande composizione in cui ogni partecipante poteva lasciare il prorio segno. Non solo le creazioni improv erano tutte diverse, ma anche i dettagli più piccoli rivelavano la bellezza nascosta di questo lavoro. Cucire insieme tutti i quadrati permetteva di soffermarsi su alcuni particolari rivelatori. Dal retro, era possibile scoprire chi preferiva aprire le cuciture, chi piegava i margini verso la stoffa scura, chi ne manteneva lo spessore costante e chi si lasciava andare più liberamente, o chi controllava che le curve si adattassero al meglio facendo piccoli taglietti alla stoffa in eccesso. 

Alla scadenza di consegna, avevamo ricevuto molti più contributi rispetto alla richiesta iniziale... ed è stato possibile trovare lo spazio giusto per tutti! Chiari, scuri, simili o del tutto distinti dagli altri; persino colori non propriamente azzurri (grigio, verde, blu scuro...): prima di riceverli mi domandavo se era stato un azzardo lasciare briglia sciolta all’improv. E invece poi è stata proprio questa varietà a far trovare le giuste coordinate sulla mappa a ciascuna forma! Lo ammetto, Francesca ed io abbiamo fatto un po’ di ginnastica, andando su e giù per la scaletta decine di volte. In tre appuntamenti diversi, nel corso di più giorni, abbiamo scelto la combinazione finale, su un design wall decisamente grande: è stato uno splendido tuffo nelle onde di un mare di stoffa! Per non parlare del momento magico in cui ho appeso a parete, con decine di mollette da bucato, questo imponente lavoro di quasi tre metri, da fotografare. Un gigante blu. L'effetto arazzo per regine si è sentito tutto!

Tra poco partirà la seconda fase della iniziativa benefica, che porterà il ricavato di questo lavoro all'associazione G.O.A.P., Centro Antiviolenza di Trieste. Seguite gli aggiornamenti dalle pagine del blog di Patchworkvictim!

Concludo con un ringraziamento ai partner che hanno donato materiali per questa iniziativa: Aurifil e Cooperativa Torrenuvola.