Il quilt che non fa una piega

collaborazioni, Mostre, sull'improv

E' uscito un secondo episodio della serie di video "Le vite segrete dei quilt!" Potete trovarlo sul blog di Patchworkvictim e sul suo canale YouTube ! Come nelle vere storie degli agenti segreti, qui troviamo dei quilt misteriosi che si materializzano, a partire dalla loro versione digitale visibile solo in fotografia, in una apparizione in vera presenza fisica, pronta per una missione da veri 007 .

Questo episodio infatti narra della prima comparsa nel mondo reale delle mostre, fino a quel momento solo virtuali, organizzate da Quilt Improv Studio , che ho avuto il privilegio di vedersi concretizzare tra le mie dita qua a Trieste in occasione della esposizione "Racconti d'ago e pennello": da varie parti d'Italia sono giunti qui da noi lavori come il quilt "Delirium" cucito da Carla Beretta, che ha creato il progetto Quilt Improv Studio insieme a Giovanna Nicolai e a me. Per chi non ha potuto sfiorare la mirabile quiltatura free motion che ne impreziosiva la superficie, la immagine di seguito può rivelarne alcuni dettagli.

Nei seguenti link si possono trovare tutti i riferimenti emersi nella chiacchierata video con Francesca: la galleria Instagram in cui giorno dopo giorno vengono pubblicati i lavori di chi gioca con noi, cucendo in modo improv lavori ispirati a semplici regole di design scelte assieme mediante sondaggi.
Alcune partecipanti hanno candidato i quilt realizzati in occasione dei nostri giochi per il concorso di QuiltCon tenutosi nel febbraio 2022 a Phoenix negli Stati Uniti: si tratta di @aquilterstable@quiltcreation e @kathycookquilts; @sakuraquilting inoltre è stata premiata come artista emergente con il suo quilt realizzato per il gioco Orange Summer challenge e @hollygrovethreads a sua volta è stata premiata al festival di Greenville con il suo lavoro cucito in occasione del gioco Primary Improv challenge. Non si può negare che tra i poteri segreti dei quilt ci sia quello di unire le persone superando i confini: se volete partecipare anche voi a questi giochi on-line potete dare un'occhiata all'ultima sfida lanciata da Quilt Improv Studio: Pop Improv challenge!

Non resta che concludere con una chicca finale, ovvero la mia gag preferita su James Bond, messa in scena dai fantastici Lillo e Greg: buon divertimento!

Esercizi di improvvisazione

sull'improv

Lo studio dove cucio è condiviso con DaveTheWave, che vi raccoglie la sua collezione di strumenti per comporre musica elettronica e non solo.
Durante le vacanze recenti ho avuto l'opportunità di cucire in sua compagnia, mentre lui completava la sua ultima composizone, "Fragole con la panna". La sua musica mi dava il ritmo giusto per ripetere le tessere della mia mappa aggiungendo un pizzico di variazione alla struttura dell'insieme.

Mi piace cercare spunti nella improvvisazione della musica, per procedere nella improvvisazione dei lavori cuciti. Se si prende un buon ritmo, il bilanciamento tra controllo e spontaneità sviluppa un flusso continuo di forme.
Potrei allenarmi come si fa per lo sport: dopo aver reso automatici i movimenti fondamentali, durante una partita si deve reagire in tempo reale alle dinamiche del gioco...

L'effetto del blu

sull'improv

Alcuni mesi fa, mentre camminavo in città, alzando lo sguardo ero rimasta così colpita dallo splendido azzurro che dipingeva il cielo, tra i nuvolotti perfettamente bianchi, che avevo deciso di dedicare un quilt a questi colori.

In questo precedente articolo sul blog ho raccontato com'è stato l'inizio di questo lavoro. Dopo aver raccolto le mie stoffe azzurre preferite, che permettevano un effetto combinato del colore desiderato, ho tentato di rendere l'idea della forma delle nuvole, ma sembrava che dovessero avere una misura reale ampia chilometri, per farmi immergere in un vero cielo...

Quindi ho cambiato piano. Mi sono detta che bastava un simbolo. Un dettaglio del cielo, uno piccolo soltanto, una curva catturata tra due forme di nube cicciottella...

Alla fine non mi sembra niente male, la possibilità di tenere tra le mani un segno del nostro soffitto così remoto. L'ho intitolato: "Lo spazio tra le nuvole".

Viste aeree dalle lenti del microscopio

collaborazioni, sull'improv

“Beyond Borders” è il nome di un gruppo virtuale parte della Modern Quilt Guild. Gli incontri si svolgono on line per consentire ai partecipanti, che fanno parte della Individual members Coalition della MQG, di vedersi anche se provengono da diversi continenti.
Nello scorso incontro che si è tenuto il 16 novembre, ci sono stati partecipanti dagli Stati Uniti, dall'Inghilterra, dalla Svezia, dalla Spagna, dall'Italia e dall'Australia. Abbiamo parlato di:

• Notizie dalla MQG: inziative per restare connessi da remoto.

•Libri suggeriti sul tema del patchwork (presentati da Barbara @barbararosborg e Giovanna @jonikquilts).

•”L'angolo delle ispirazioni”: in questa sezione ho raccontato quali sono le immagini a cui mi ispiro (e qui di seguito ne descrivo i dettagli).

•Show & Tell: il momento in cui i partecipanti mostrano i quilt che hanno completato di recente.

•Notizie sui festival e gli eventi internazionali a tema patchwork.

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”L'angolo delle ispirazioni” è una rubrica che abbiamo introdotto di recente, e che ci ha permesso di scoprire le luci soffuse della campagna inglese in cui vive Samantha @threads_of_my_life e i dettagli dalle immagini quotidiane osservati da Ally @alsterdeeluxe, che ne trae spunto per le sue composizioni astratte.

Quando è giunto il mio turno di citare le mie fonti di ispirazione, ho parlato delle texture che osservo in natura e nella mia esperienza professionale.

Sin dai tempi in cui mi dedicavo alla fotografia come mezzo di espressione, facevo collezione di immagini astratte, come nel caso della mia mostra fotografica "Sguardi da qua", sui riflessi delle superfici dell'acqua.

Nella mia tesi di laurea ho cominciato ad usare la microscopia, e le immagini più belle hanno preso parte ad un progetto di divulgazione scientifica che è stato esposto in varie sedi italiane per alcuni anni.

Il mio rapporto professionale con le immagini include oggi la microscopia ottica ed elettronica a scansione, le radiografie e tomografie, le acquisizioni ad ultrasuoni, che offrono soggetti grezzi e astratti da cui distillare del significato tecnico.

Quando affianco i miei mosaici patchwork alle immagini che ottengo al microscopio, a volte trovo delle similitudini. L'ultimo lavoro che ho cucito assomigliava fin troppo alle microstrutture austenitiche degli acciai inox, e non lo avevo fatto apposta! Non faccio volontariamente riferimenti diretti, ma le immagini che affollano la mia mente, in qualche modo, influenzano i miei quilt.

Io sono una delle moderatrici del gruppo “Beyond Borders”, insieme a @tarahartslief: per chi volesse unirsi ai nostri incontri, sono a disposizione per domande e approfondimenti!
I gruppi che fanno parte della Individual Member Coalition sono due, ce n'è anche un altro (che si incontra in orari per noi notturni...); il suo profilo instagram è il seguente: @modernfusionmqg

La palette della festa!

collaborazioni, Mostre, sull'improv

Con ottobre è arrivato il momento di proporre una nuova palette del mese, e subito mi sono venuti in mente i colori delle zucche, dei cachi, delle clementine e di tutte le meraviglie della natura che ancora maturano in questa stagione. Non è stato difficile trovare un quilt realizzato in arancione, da cui trarre una bella lista di colori. Ho scelto quello che ha aperto la serie dei giochi lanciati da Quilt Improv Studio, e ho recuperato le mie tinte unite preferite in arancione, bianco e blu scuro.

L'elenco delle stoffe, scelte in collaborazione con Patchworkvictim, si trova in questa pagina del loro blog.

In questo video potete trovare ispirazione dalla selezione delle stoffe, tinta unita e stampate, che si abbinano a meraviglia.

Volete vedere con i vostri occhi il quilt da cui è stata tratta questa palette? Potrete trovarlo, insieme a molti altri splendidi lavori, nella mostra Racconti d'ago e pennello, che aprirà il prossimo sabato 23 ottobre a Trieste, in via Raffineria 4/c presso Atelier dell'arte. L'evento raccoglie diversi lavori realizzati in occasione dei giochi proposti da Quilt Improv Studio , non solo dedicati al colore arancione, ma anche al colore blu e all'uso del bianco e nero. E poi ci saranno i quadri dipinti ad olio, i quilt moderni e tradizionali... che dire di più: un appuntamento da non perdere!

Sulla formazione di una immagine

sull'improv

Era dalla fine dell'estate che l'immagine di uno splendido cielo blu, con pecorelle di nuvole bianche, navigava nella mia mente, con la speranza di trasformarsi in un quilt.
Ho resistito per settimane alla tentazione di dar subito forma alla mia visione, perchè avevo altri progetti da finir di cucire, e proprio non sopporto di interrompere un lavoro in corso, prima che sia finito.
Quindi ho prima completato il quilt monocromatico che riempiva di rosso il mio tavolo da cucito, mentre l'autunno si faceva strada nelle mie giornate.

Un bel giorno il mio tavolo da lavoro si è liberato.
E ho tirato fuori tutte le mie stoffe bianche e blu.
Per un weekend intero, mi sono immersa nell'avvio di una nuova composizione, senza fare interruzioni.
La formazione di una nuova immagine mi stava assorbendo completamente!
Mi sono resa conto di quanto questa attività mi stesse catturando, quando ho notato che tutte le altre cose da fare, in programma per quei giorni, erano sparite dalla mia mente.
Mi sono quasi preoccupata, quando mi sono resa conto che, rispetto ai miei piani, avevo ritardato di un giorno la pubblicazione della notizia della nuova mostra collettiva in preparazione.
(Ne parlo link : una splendida iniziativa dedicata a patchwork e pittura assieme, che, se siete in zona, potrete presto visitare!)

Sulla parete del mio studio, le stoffe blu e bianche continuavano ad aggregarsi e a galleggiare... finchè, ad un certo punto, mi sono sembrate solo una macchia informe.
La scala dei tasselli era troppo grande.
I contorni, grossolanamente frastagliati, potevano diventare più fluidi solo se proseguivo ad accrescere le nuvole fino a renderle giganti... forse, grandi oltre il chilometro... quasi come se le vedessi nella vita reale.
Non funzionava. La immagine non era piacevole per niente.

Potevo abbandonare l'idea del cielo, passare ai porti tra i ghiacci... ma la mappa doveva essere enorme lo stesso.
Ho scucito delle sezioni, ho rimescolato le pezze, ho provato ad aggregarle in modi diversi. Niente da fare.
Finchè, con un gesto casuale, non ho appeso alla parete la mia serie di striscie blu, provenienti dalle scorte di colori fatte con i jelly roll, sovrapponendole al materiale già cucito.
L'effetto di questo spostamento di visuale è stato immediato!
Grazie all'applicazione di una griglia sopra la figura precedente, ho improvvisamente capito cosa stava succedendo.

---- Avviso: i dettagli tecnici successivi potrebbero essere noiosi -----

Senza saperlo, avevo creato un "reticolo di diffrazione".
Un filtro, come quelli che si usano per elaborare immagini durante certi esami basati sulle radiazioni. Una specie di pettine, che rivelava i nodi da sbrogliare.
Questo filtro, in effetti, mi faceva vedere in modo più chiaro le parti dell'immagine che emergevano tra una striscia e l'altra.
Ho potuto così notare qual era la scala del mio mosaico.
Ho visto che certe porzioni del mosaico, se separate dalle altre, funzionavano meglio rispetto a quando stavano in mezzo alla confusione.
Ho capito quali gruppi distinti facevano parte dell'insieme del mio lavoro.

Da quel momento in poi, sono riapparse alla mente delle idee per proseguire la composizione.
Semplificando il lavoro, ad esempio, la immagine dovrebbe diventare più leggibile.
Sembra incredibile, ma anche pochi colori ben contrastati possono fare un sacco di rumore.

Non so se questa storia sulle apparizioni di cui sono capaci le immagini astratte sia comprensibile o interessante.
Ma per me, è stato un esercizio importante.
E il finale, è ancora tutto da scrivere...

Il significato del colore rosso

sull'improv

Quando è inziata la discussione con le amiche Carla e Giovanna sul nuovo gioco da lanciare come Quilt Improv Studio , io stavo leggendo il libro Abstract Art. La idea di Carla di lanciare un gioco dedicato all'uso di una palette monocromatica era perfettamente intonata al capitolo che stavo leggendo, sulla storia dei dipinti monocromatici realizzati dagli artisti americani.

Al momento di inziare il mio quilt monocromatico, ho deciso di provare delle condizioni un po' estreme.
Ho limitato al minimo le variazioni delle forme (scoprendo quanto fosse difficile cimentarsi con il minimalismo).
Come nei dipinti monocromatici, mi sono concentrata sugli effetti dei rilievi superficiali, usando il filo rosso per quiltare sulla stoffa rossa, cucendo fitto in modalità "matchstick".

Ad un certo punto, le variazioni introdotte nel mio lavoro erano così delicate che persino per me era difficile valutarne l'effetto... e questo mi ha fatto venire in mente una mostra fotografica che avevo realizzato venti anni fa, partecipando ad un convegno sulle nanotecnologie, che parlava di oggetti così piccoli che potevano non essere risolti dalla luce visibile.

Beh... il rosso è il colore all'estremo dello spettro della luce visibile.
A quel punto il mio quilt mi è sembrato racchiudere tutti questi significati.

Ho deciso di intitolare il mio quilt "Alle soglie del visibile". E' un modo per racchiudere molti significati: le mie esperienze con la microscopia e la caratterizzazione delle superfici, l'omaggio ai dipinti monocromatici, e la lunghezza d'onda a cui noi cominciamo a vedere la luce di colore rosso: 740 nanometri!

Sul filo dell'acqua

sull'improv

Ho seguito un workshop con la insegnante australiana Brenda Gael Smith, sulla composizione di quilt astratti a partire da immagini della vita reale. Già al primo esercizio con le sagome di carta, è partito il mio viaggio mentale a tema “fiume”. Il segno del fiume è rimasto impresso più volte sul mini quilt che ne ho tratto.
Molti fiumi sono quelli che ho visitato, in nord Italia, ai quali ho dedicato appunti e ricordi di viaggio. Per questo, come in uno dei miei vecchi racconti preferiti, ho intitolato il quilt: “Dieci fiumi e quattro tipi di castagne”.

Ecco la storia che il mio quilt si diverte a ricordare.

Questa domenica sono tornata a fare il mio consueto giro in bici di tutta una giornata. Avevo visto che c’era una fiera della castagna a San Pietro al Natisone, per cui ho preso il treno (al volo come al solito) fino a Cormons, ho pedalato per un’oretta fino a Cividale, e mi sono fermata lì per il pranzo.
Quattro euro per un frico con polenta. Uno e mezzo per un tè con lettura dei giornali.
Pranzo in stile relax, ed ero pronta per ricominciare.

Nel pomeriggio dovevo percorrere il tratto da Cividale a San Pietro.
A fine mattina mi era stato detto che era un tratto interdetto, c’erano le moto e le auto in gara proprio su quel pezzo di strada.
Per il dopo pranzo mi aspettavo che le gare fossero finite, e invece mi hanno bloccata di nuovo: “non si può passare, continuano per tutto il giorno”.

Ora io, che avevo pianificato la gita proprio per arrivare lì dove non si poteva andare, cosa potevo fare, arrabbiarmi con il vigile che non si muoveva, e fare l’insofferente ai divieti?
Ho resistito in silenzio.
Forse un’altra soluzione si poteva trovare.

E mi sono messa ad esplorare i dintorni.
Da una stradina dietro le case, che sembrava portare solo ai giardini privati, emergeva qualcosa…
Ho visto una manina di legno che indicava: “un chilometro per Purgesimo”.
Bene: quella era la mia direzione.
Care auto, se per voi le strade sono interdette, questo non significa che per noi bici non ci siano sentieri di riserva!

Lì ho percorso il tratto più bello della giornata.
Una carrareccia in terra rossa sopra il fiume. In mezzo ai campi. Baciata dal sole e sormontata da fregi a base di nuvole.
Ho visto un letto di ghiande sul solco per la ruota, dei fiori viola della specie aster dumosus, una biscia dal dorso quadrettato, due cavalli bianchi giù per le pendici del bosco, e il rumore dell’acqua tutto per me. Le castagne, poi, le ho portate a Davide. Quattro tipi diversi. Tutti da provare…

Ogni quilt ha il suo bordo

sull'improv, tecniche creative

Qualcuno dice che gli ingegneri hanno la mente quadrata (e non lo intende come un complimento).

Beh, siccome sono un ingegnere, mi piace pensare ai modi per fare dei bei quadrati. Ho provato varie tecniche per definire il contorno dei miei quilt, specie quando sono grandi. Ora spiegherò il metodo che uso più spesso.

Appena la quiltatura è finita, per indicare il contorno che avrà il quilt, non uso nè marcatori, nè il taglio diretto. Questi metodi sono irreversibili. Piuttosto, preferisco decidere la posizione del bordo con lo scotch di carta.

Come punto di partenza, scelgo qualche linea dritta del quilt, tra le stoffe o nella quiltatura. Ci appoggio sopra il righello che, essendo trasparente, può essere allineato ai riferimenti che ho scelto. Se il righello è troppo corto per coprire tutto il bordo, proseguo col tappeto di taglio. Con righello e tappeto formerò la linea del bordo: al loro fianco, applicherò il nastro adesivo, posato su quello che diventerà il materiale in eccesso.

I contorni del tappeto di taglio mi indicheranno l'angolo a 90 gradi con cui proseguire a marcare il lato successivo. Un lato dopo l'altro, potrò definire così tutto il bordo.

Ora il mio quilt, con il materiale in eccesso coperto dallo scotch, è pronto per essere osservato e giudicato. E se volessi cambiare inquadratura? Includere o escludere elementi del disegno? E se i miei bordi non fossero esattamente paralleli? Per controllare il parallelismo, misuro la lunghezza di ciascun lato. Ormai ci ho fatto l'abitudine: su lati più lunghi di un metro, in questa fase, qualche centimetro di differenza si può ancora trovare... ma per fortuna lo scotch si può ancora spostare!

Quando sono soddisfatta della posizione del contorno, posso iniziare a cucire l'orlo.
Adoro il tutorial di cottonandbourbon che si trova sul sito di Audrey: da quando l'ho provato, non ho più smesso di usarlo. E ho pure pensato a una piccola modifica: non taglio la stoffa in eccesso prima di cucire. Penso che sia meglio far lavorare il piedino a doppio trasporto su uno strato largo e di spessore uniforme, senza il gradino che si formerebbe se cucissi a pochi millimetri da un bordo appena tagliato. Quindi, seguendo passo passo le tappe del suddetto tutorial sul "faced binding", completo tutte le cuciture a macchina sulla prima coppia di lati (fino al passo "8" del sito di Audrey), e finalmente taglio; poi cucio l'altra coppia di lati (fino al passo "10") e ancora taglio via gli avanzi.
Ecco fatto: resta solo la cucitura finale sul retro, e farla a mano su un bordo così curato, è davvero un piacere.

La vita segreta delle forme di stoffa

sull'improv

Ho provato di nuovo a cimentarmi con la tecnica compositiva appresa durante il corso di Irene Roderick.

Su di me, questo metodo ha chiaramente l’effetto di attivare delle visioni.

Ho cominciato a raccogliere pezze di stoffa cucite per i lavori precedenti. Le ho affiancate a spirale, come in un motivo Liberty.

Appena ho aggiunto un po’ di colore alle curve, mi è sembrato che le figure si animassero in personaggi: vedevo una coppia di persone che si guardavano a vicenda, pronte ad iniziare un ballo. O forse no? Forse stava comparendo la sagoma di un corpo femminile, stampato in blu sulla tela, come nelle performance del pittore Ives Klein?

Ero quasi pronta ad intitolare il lavoro “un tango con Klein”, ma poi ho ruotato un po’ i pezzi... e subito è apparso un altro scenario: un mare popolato da nuotatori, che si confondevano tra le onde dorate del tramonto.

Il lavoro finale è risultato ancora una volta diverso. Ma a questo punto mi sono domandata: che fine hanno fatto le visioni sperimentate durante il percorso? Sono rimaste infilate tra i tessuti del quilt, come in una storia multi-strato, o hanno intrapreso strade tutte loro, indipendenti, nel mondo delle idee?